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Anche l'Italia e Parma aderiscono alprogetto “Bold is Beautiful” un programma di charity volto a ringraziare le donne per il sostegno ricevuto in tutti questi anni aiutando quelle in difficoltà ad essere determinate, a credere in loro stesse e a realizzare i propri sogni.

Come? In oltre 60 negozi Sephora, vi sono i Brow Bar di Benefit Cosmetics, che sono letteralmente “bar per sopracciglia”; spazi dedicati in cui estetiste professioniste consigliano alle clienti la forma, la struttura e il colore di sopracciglia più adatto al loro viso. L’intero incasso dei servizi sopracciglia del mese di maggio di tutti i brow bar d’italia, verrà devoluto a due associazioni: D.i.Re e Mamme a scuola di Milano.

Grazie al ricavato, Di.Re continuerà a sostenere il lavoro dei Centri antiviolenza e ed i progetti di uscita dalla violenza delle donne che ad essi si rivolgono.

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Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna registra il quarto femicidio in regione nel 2017

A pochi giorni dal femicidio di Ana Maria Stativa, e dal ritrovamento del cadavere di una donna nel porto di Rimini, un’altra donna perde la vita in modo violento in Emilia-Romagna. Succede a Felegara di Medesano, in provincia di Parma, dove un pensionato di 75 anni, Gianfranco Carpana, ha ucciso la moglie Wilma Paletti e poi si è tolto la vita. 

I giornali lo chiamano “omicidio-suicidio”, “tragedia familiare”; noi lo chiamiamo “femicidio”. La violenza contro le donne riguarda anche le anziane. È un tipo di violenza diversa, che ottiene meno attenzione mediatica, ma che ha sempre a che fare con i ruoli di genere, con le aspettative e i comportamenti che la cultura associa agli uomini e alle donne. Le donne anziane, nella maggior parte dei casi, vengono uccise perché malate e perché i loro compagni non riescono a svolgere quel lavoro di cura che a loro non è stato insegnato, e che da sempre pesa sulle spalle delle donne.

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249 le donne accolte nel 2016. Lanciato il progetto “Sulla mia pelle”

 Lotta e riflessione. Sarà questo il filo conduttore del nostro otto marzo. L'Associazione Centro Antiviolenza di Parma, infatti, ha deciso di aderire allo sciopero globale delle donne indetto in occasione della Giornata internazionale della donna in oltre 40 Paesi nel mondo al grido di “Se le nostre vite non valgono, non produciamo”. L’obiettivo dello sciopero è quello di  garantire un’astensione reale dal lavoro produttivo e riproduttivo e il coinvolgimento delle donne dentro e fuori i luoghi di lavoro.

Sarà uno sciopero dai ruoli imposti dal genere, uno sciopero produttivo, uno sciopero contro la violenza culturale, economica, psicologica, fisica che ogni giorno subiamo sui nostri corpi. Sarà uno sciopero per ribadire ancora una volta che i Centri Antiviolenza non sono luoghi di lavoro, non sono servizi, ma sono spazi autonomi di elaborazione politica femminista attivi sul territorio, volti a costruire insieme alle donne percorsi di consapevolezza e libertà.

Per questo motivo, nella giornata dell’8 marzo, l’Associazione garantirà esclusivamente l’apertura della propria sede e le attività volte ad instaurare e/o fortificare la relazione diretta con le donne che si rivolgono a noi per uscire da una situazione di violenza. Saranno, invece, sospese tutte le attività collaterali di formazione, sensibilizzazione, comunicazione e partecipazione ad eventi, istituzionali e non. Parteciperemo solo alla “mobilitazione femminista” che prenderà il via alle 18:00 da Piazzale Santa Croce.

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Anche noi parteciperemo a "Elisa, Gabriela, Arianna. Tre cuori, Tre vite, Tre donne", la fiaccolta contro il femicidio prevista per oggi, domenica 29 gennaio. Appuntamento alle 18, in via Sidoli, per partire dall'abitazione di Elisa Pavarani, per raggiungere quella in cui è stata uccisa Arianna Rivara, in via Gibertini.

L'iniziativa è promossa dalla coordinatrice del Consiglio dei Cittadini Volontari del quartiere Lubiana, Monica Reggiani, e vede il sostegno dell'assessorato alle Pari opportunità del Comune, guidato da Nicoletta Paci. "Si tratta di un modo per dire no alla violenza contro le donne ed alla violenza in generale - dice la nota del Comune -. La cittadinanza è inviata a partecipare, per dare un segno di vicinanza non solo all'ultima vittima, ma come segno di solidarietà verso tutte coloro che hanno subito violenza e/o hanno perso la vita in circostanze analoghe". 

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Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna registra il primo caso di femicidio in regione nel 2017

Ad appena un mese dai femicidi di Gabriela Altamirano e Kelly, un’altra morte causata dalla violenza maschile scuote Parma. Arianna Rivara, 43 anni, è stata uccisa l’altra notte dall’ex compagno Paolo Cocconi, 50 anni, che poi si è tolto la vita.

Quello di Arianna Rivara è il primo femicidio in regione del 2017. Nel 2016, i femicidi erano stati 11, a cui si aggiungono 4 tentati femicidi. Un numero, quello dei femicidi, purtroppo destinato a ripetersi; un dato che, lo ribadiamo, rimane sottostimato, poiché raccoglie solo i casi che ottengono attenzione mediatica e finiscono sulla stampa. In Italia non c’è infatti un osservatorio nazionale ufficiale sui femicidi come in Francia e in Spagna, e i dati a nostra disposizione sono raccolti laboriosamente dalle organizzazioni che lavorano sulla violenza contro le donne, come la Casa delle donne per non subire violenza Onlus di Bologna, che elabora il conteggio estraendo i dati attraverso una meticolosa ricerca sulla stampa.

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