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Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne fornendo i dati dei centri relativi al 2017 (al 31 ott.)

Negli ultimi mesi il tema della violenza contro le donne è salito nuovamente agli onori della cronaca: le molestie sessuali perpetrate da grandi personaggi del cinema internazionale hanno scandalizzato l’opinione pubblica. La scia di denunce è arrivata anche nel nostro paese, dove molte donne hanno denunciato molestie e violenze di cui avevano taciuto per paura o vergogna.

Anche quest’anno ricorre la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e una riflessione è d’obbligo: le donne continuano a subire violenze e soprusi ma aumenta il numero di coloro che decidono di parlarne apertamente e/o di denunciare, nonostante la colpevolizzazione che spesso devono subire a livello personale e mediatico.

 

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PREVENIRE LA VIOLENZA DI GENERE ATTRAVERSO L’EDUCAZIONE NELLE SCUOLE

Ci saremo anche noi il 22 novembre a "Di pari passo. Prevenire la violenza di genere attraverso l'educazione nelle scuole", l'incontro e dibattito voluto dalla Regione Emilia Romagna da tempo impegnata da tempo nella diffusione di una cultura delle differenze e nel contrasto agli stereotipi. 

Sarà l'occasione per presentare la ricerca azione "Primo passo: educare" ed illustrare alcuni progetti in ambito educativo finanziati con il bando regionale per promuovere le pari opportunità e il contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere. Tra questi anche il nostro progetto G.I.A.D.A.

L'incontro si terrà presso l'Aula Magna della Regione Emilia Romagna e tra le altre interverranno Emma Petitti, Assessora Regione Emilia Romagna, Roberta Mori, Presidente Commissione Pari Opportunità, Associazione "Il Progetto Alice" con Alessandra Campani e Letizia Lambertini.

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Anche l'Italia e Parma aderiscono alprogetto “Bold is Beautiful” un programma di charity volto a ringraziare le donne per il sostegno ricevuto in tutti questi anni aiutando quelle in difficoltà ad essere determinate, a credere in loro stesse e a realizzare i propri sogni.

Come? In oltre 60 negozi Sephora, vi sono i Brow Bar di Benefit Cosmetics, che sono letteralmente “bar per sopracciglia”; spazi dedicati in cui estetiste professioniste consigliano alle clienti la forma, la struttura e il colore di sopracciglia più adatto al loro viso. L’intero incasso dei servizi sopracciglia del mese di maggio di tutti i brow bar d’italia, verrà devoluto a due associazioni: D.i.Re e Mamme a scuola di Milano.

Grazie al ricavato, Di.Re continuerà a sostenere il lavoro dei Centri antiviolenza e ed i progetti di uscita dalla violenza delle donne che ad essi si rivolgono.

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Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna registra il quarto femicidio in regione nel 2017

A pochi giorni dal femicidio di Ana Maria Stativa, e dal ritrovamento del cadavere di una donna nel porto di Rimini, un’altra donna perde la vita in modo violento in Emilia-Romagna. Succede a Felegara di Medesano, in provincia di Parma, dove un pensionato di 75 anni, Gianfranco Carpana, ha ucciso la moglie Wilma Paletti e poi si è tolto la vita. 

I giornali lo chiamano “omicidio-suicidio”, “tragedia familiare”; noi lo chiamiamo “femicidio”. La violenza contro le donne riguarda anche le anziane. È un tipo di violenza diversa, che ottiene meno attenzione mediatica, ma che ha sempre a che fare con i ruoli di genere, con le aspettative e i comportamenti che la cultura associa agli uomini e alle donne. Le donne anziane, nella maggior parte dei casi, vengono uccise perché malate e perché i loro compagni non riescono a svolgere quel lavoro di cura che a loro non è stato insegnato, e che da sempre pesa sulle spalle delle donne.

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249 le donne accolte nel 2016. Lanciato il progetto “Sulla mia pelle”

 Lotta e riflessione. Sarà questo il filo conduttore del nostro otto marzo. L'Associazione Centro Antiviolenza di Parma, infatti, ha deciso di aderire allo sciopero globale delle donne indetto in occasione della Giornata internazionale della donna in oltre 40 Paesi nel mondo al grido di “Se le nostre vite non valgono, non produciamo”. L’obiettivo dello sciopero è quello di  garantire un’astensione reale dal lavoro produttivo e riproduttivo e il coinvolgimento delle donne dentro e fuori i luoghi di lavoro.

Sarà uno sciopero dai ruoli imposti dal genere, uno sciopero produttivo, uno sciopero contro la violenza culturale, economica, psicologica, fisica che ogni giorno subiamo sui nostri corpi. Sarà uno sciopero per ribadire ancora una volta che i Centri Antiviolenza non sono luoghi di lavoro, non sono servizi, ma sono spazi autonomi di elaborazione politica femminista attivi sul territorio, volti a costruire insieme alle donne percorsi di consapevolezza e libertà.

Per questo motivo, nella giornata dell’8 marzo, l’Associazione garantirà esclusivamente l’apertura della propria sede e le attività volte ad instaurare e/o fortificare la relazione diretta con le donne che si rivolgono a noi per uscire da una situazione di violenza. Saranno, invece, sospese tutte le attività collaterali di formazione, sensibilizzazione, comunicazione e partecipazione ad eventi, istituzionali e non. Parteciperemo solo alla “mobilitazione femminista” che prenderà il via alle 18:00 da Piazzale Santa Croce.

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