Questa è la storia di Ishrak, ma potrebbe essere la storia di Maria, Svetlana, Ioana o Nancy. Nomi che richiamano sapori e colori diversi e che sono accomunati da una sola cosa: essere nomi di donna.
Ishrak Amine aveva 21 anni e il 4 ottobre scorso è stata uccisa a Mesola da suo padre, Mohammed Amine, che poi si è tolto la vita. Una sequenza che i media etichettano come omicidio-suicidio ma che è una riconoscibile dinamica del femicidio. Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna ricorda che nel 2015 sono già quattro le donne a essere state uccise dalla violenza maschile in Emilia-Romagna. Padri, partner o ex partner che uccidono le donne e che poi si suicidano. Tutti hanno in comune prima di tutto una cosa: l’essere uomini.
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