Secondo i dati raccolti dal Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, si contano 11 femicidi e 4 tentati femicidi in regione nel 2016

Speravamo di aver chiuso il 2016 senza brutte notizie e invece la violenza maschile ha continuato a mietere vittime fino alla fine dell’anno. Risale al 27 dicembre 2016 il ritrovamento, a Parma, dei corpi senza vita di Gabriela Altamirano, 45 anni, e della trans Kelly, 47 anni, entrambe uccise, stando alle ultime indagini, dall’ex compagno di Gabriela, Samuele Turco, di 42 anni, e dal figlio di quest’ultimo. Si ipotizza che la trans Kelly si sia trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato, divenendo così una vittima collaterale del femicidio.

 

Salgono quindi a 11 i femicidi in regione nell’anno 2016, a cui si aggiungono 4 tentati femicidi; nel 2015 i femicidi erano stati 6. Un bilancio quindi negativo che vede quasi raddoppiare i femicidi nel 2016 rispetto all’anno precedente. Un dato difficile da commentare, giacché sottostimato, visto che si basa solo sui casi che ottengono attenzione mediatica.

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna sottolinea l’importanza di sensibilizzare sul tema del femicidio e la necessità di un lavoro congiunto con le istituzioni per fermare la violenza maschile contro le donne. Gabriela Altamirano si era rivolta al centro antiviolenza di Parma per raccontare la condotta persecutoria del suo ex compagno, che, come molti uomini violenti, non aveva accettato l’intenzione di quest’ultima di troncare la relazione. Gabriele aveva sporto querela ed aveva già chiesto aiuto ma, come purtroppo accade in molti, troppi casi, questo non è bastato a proteggerla dalla violenza dell’uomo che aveva deciso di punirla per averlo lasciato.

Perché il 2017 non registri un’altra lunga scia di morti e di violenza, è necessaria la partecipazione di tutte e di tutti: solo attraverso una ferma denuncia collettiva della violenza di genere da parte della società sarà possibile evitare l’isolamento che spesso vivono le donne che subiscono violenza e aiutarle prima che sia troppo tardi.