Anche noi parteciperemo a "Elisa, Gabriela, Arianna. Tre cuori, Tre vite, Tre donne", la fiaccolta contro il femicidio prevista per oggi, domenica 29 gennaio. Appuntamento alle 18, in via Sidoli, per partire dall'abitazione di Elisa Pavarani, per raggiungere quella in cui è stata uccisa Arianna Rivara, in via Gibertini.

L'iniziativa è promossa dalla coordinatrice del Consiglio dei Cittadini Volontari del quartiere Lubiana, Monica Reggiani, e vede il sostegno dell'assessorato alle Pari opportunità del Comune, guidato da Nicoletta Paci. "Si tratta di un modo per dire no alla violenza contro le donne ed alla violenza in generale - dice la nota del Comune -. La cittadinanza è inviata a partecipare, per dare un segno di vicinanza non solo all'ultima vittima, ma come segno di solidarietà verso tutte coloro che hanno subito violenza e/o hanno perso la vita in circostanze analoghe". 

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Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna registra il primo caso di femicidio in regione nel 2017

Ad appena un mese dai femicidi di Gabriela Altamirano e Kelly, un’altra morte causata dalla violenza maschile scuote Parma. Arianna Rivara, 43 anni, è stata uccisa l’altra notte dall’ex compagno Paolo Cocconi, 50 anni, che poi si è tolto la vita.

Quello di Arianna Rivara è il primo femicidio in regione del 2017. Nel 2016, i femicidi erano stati 11, a cui si aggiungono 4 tentati femicidi. Un numero, quello dei femicidi, purtroppo destinato a ripetersi; un dato che, lo ribadiamo, rimane sottostimato, poiché raccoglie solo i casi che ottengono attenzione mediatica e finiscono sulla stampa. In Italia non c’è infatti un osservatorio nazionale ufficiale sui femicidi come in Francia e in Spagna, e i dati a nostra disposizione sono raccolti laboriosamente dalle organizzazioni che lavorano sulla violenza contro le donne, come la Casa delle donne per non subire violenza Onlus di Bologna, che elabora il conteggio estraendo i dati attraverso una meticolosa ricerca sulla stampa.

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Secondo i dati raccolti dal Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, si contano 11 femicidi e 4 tentati femicidi in regione nel 2016

Speravamo di aver chiuso il 2016 senza brutte notizie e invece la violenza maschile ha continuato a mietere vittime fino alla fine dell’anno. Risale al 27 dicembre 2016 il ritrovamento, a Parma, dei corpi senza vita di Gabriela Altamirano, 45 anni, e della trans Kelly, 47 anni, entrambe uccise, stando alle ultime indagini, dall’ex compagno di Gabriela, Samuele Turco, di 42 anni, e dal figlio di quest’ultimo. Si ipotizza che la trans Kelly si sia trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato, divenendo così una vittima collaterale del femicidio.

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Sei anni fa una ragazza è stata brutalmente violentata. Per sei anni chi ha saputo non solo ha taciuto, ma ha continuato a “violare” quella ragazza, insultandola, sbeffeggiandola, facendola passare per una poco di buono. Isolandola. Poi, quando la vicenda è emersa, ha iniziato a minacciarla, ha cercato di indurla al silenzio. E tutto questo è successo nella nostra Parma.

Solo oggi, a sei anni di distanza, qualcuno ha deciso che tutto questo era troppo e ha rotto il muro di silenzio, di omertà che accompagnava questa storia. Noi non vogliamo entrare nel merito dei fatti. Non ci interessa chi abbia commesso la violenza o dove sia stata commessa, il perché per tutti questi anni un video in cui si vede una ragazza priva di conoscenza stuprata sia passato di mano in mano, visualizzato centinaia di volte senza che nessuno dicesse “Basta!”. A questo penserà la giustizia ordinaria.

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