Secondo i dati raccolti dal Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, si contano 4 femicidi e 4 tentati femicidi in regione nel 2016

Il movente è lo stesso che sta dietro a tanti casi di femicidio: lui non accettava il rifiuto di lei. Nel 2016 le donne non sono ancora libere di esprimere la loro volontà e dire dei ‘no’. La pratica di sfregiare la donna con l’acido si ripete come una dinamica ormai diffusa e ci ricorda che la violenza maschile non riguarda casi isolati ma è radicata profondamente nella nostra società.

 

 

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IMPRESCINDIBILI AZIONI STRATEGICHE E CONFRONTO CON ASSOCIAZIONI DONNE 

“Se la violenza maschile sulle donne scende, come dicono i ministri Alfano e Boschi e la presidente della Camera Laura Boldrini, saremmo le prime ad esserne liete, ma è tutto da verificare”.

Lo afferma in una nota Titti Carrano presidente dell’Associazione D.i.Re che riunisce 75 centri antiviolenza su tutto il territorio nazionale.

“In ogni caso questo risultato non è certo ottenuto grazie alla polizia e alle “misure di sicurezza” - prosegue Carrano - anzi: sette donne uccise su dieci avevano denunciato, ma è stato invano. La violenza sulle donne e sui loro figli è combattuta giorno dopo giorno da trent’anni dai centri antiviolenza che oggi chiudono o stanno per chiudere strangolati dalla mancata erogazione dei fondi di legge”.

 

 

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La rete Europea contro la violenza alle donne WAVE e le associazioni europee che ne fanno parte lanciano la campagna

"Step up!"

per i diritti delle donne che subiscono violenza e dei loro figli. 

 

In Europa una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale mentre gli Stati assicurano un limitato, e in alcuni Stati perfino inesistente, accesso ai Centri Antiviolenza. Ad oggi solo 15 su 46 stati europei hanno istituito un numero d’emergenza o una help line e mancano oltre step up247 mila Centri Antiviolenza. La discriminazione è uno degli ostacoli più grandi per l’accesso delle donne ai Centri. Le minoranze etniche, le immigrate, le rifugiate, le donne prive di un titolo di soggiorno regolare, le donne diversamente abili, anziane e lesbiche sono le più discriminate. “Chiediamo alle autorità europee e ai governi nazionali di STEP UP! ovvero fare un passo nella giusta direzione e assicurare gli investimenti necessari a combattere e prevenire la violenza contro le donne”(Rosa Logar, WAVE President).

 

 

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5 X 1000

IL TUO 5 PER MILLE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE


La lotta contro la violenza sulle donne e i bambini non vi costa nulla: anche quest'anno è possibile devolvere il 5 per mille del reddito a sostegno delle attività del Centro Antiviolenza, indicando, senza costi, il nostro codice fiscale:

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Devolvi il tuo 5x1000 alla nostra Associazione. Grazie al tuo contributo aiuteremo donne in difficoltà a causa di maltrattamenti e le/i loro bambine/i. daremo loro sostegno e appoggio, offriremo colloqui di accoglienza e percorsi individuali per l'uscita dalla violenza, consulenze legali e psicologiche e metteremo a disposizione case rifugio, anche in emergenza.

Una piccola azione che può cambiare molte vite!

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